La Legge dei Sette Regni: differenze tra le versioni

Da Fuoco Nero.
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Il sistema di governo Martiniano che abbiamo trasferito in Fuoco Nero è una rivisitazione della situazione inglese prima della Magna Charta: una serie di feudi, vassalli di un re, e sotto cui possono esserci altri nobili minori vassallati e cavalieri con terre. In questo sistema politico non esiste una legge unica per tutti i nobili, contrariamente alla tradizione a cui siamo abituati noi "latini" (a Roma il diritto lo hanno inventato ancor prima delle cloache).
 
Il sistema di governo Martiniano che abbiamo trasferito in Fuoco Nero è una rivisitazione della situazione inglese prima della Magna Charta: una serie di feudi, vassalli di un re, e sotto cui possono esserci altri nobili minori vassallati e cavalieri con terre. In questo sistema politico non esiste una legge unica per tutti i nobili, contrariamente alla tradizione a cui siamo abituati noi "latini" (a Roma il diritto lo hanno inventato ancor prima delle cloache).
  
'''Punto numero uno''': i popolani non hanno diritti che il loro lord espressamente non gli conceda. Il lord ha realmente potere temporale sul suo dominio e sui suoi abitanti; nel sistema di governo presente in gioco, la legge esiste nella misura in cui un lord la impone: per capirsi, ognuno a casa sua fa la legge che preferisce.
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'''Punto numero uno''': i popolani non hanno diritti che il loro lord espressamente non gli conceda. Il lord ha realmente potere temporale sul suo dominio e sui suoi abitanti; nel sistema di governo presente in gioco, la legge esiste nella misura in cui un lord la impone: per capirsi, ognuno a casa sua fa la legge che preferisce.<br/>
 
Come si evita di finire nell'anarchia? Le uniche regole fondamentali per tutti sono '''l'ospitalità, la legge dei Sette e la Legge del Re'''.
 
Come si evita di finire nell'anarchia? Le uniche regole fondamentali per tutti sono '''l'ospitalità, la legge dei Sette e la Legge del Re'''.
  
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===La Legge in gioco===
 
===La Legge in gioco===
 
Veniamo ora ai nostri cari territori: questi territori sono stati affidati ai lord in gioco perchè essi vengano '''pacificati''', quindi l'unica regola che il re ha imposto ai lord è la pace del re (cioè che nessun esercito in arme causi offesa ai sudditi del re, quali essi siano, nobili o popolani). Il precedente corpus legislativo era, per questi territori, un tempo tutti di lord Shawney, il volere del lord stesso.
 
Veniamo ora ai nostri cari territori: questi territori sono stati affidati ai lord in gioco perchè essi vengano '''pacificati''', quindi l'unica regola che il re ha imposto ai lord è la pace del re (cioè che nessun esercito in arme causi offesa ai sudditi del re, quali essi siano, nobili o popolani). Il precedente corpus legislativo era, per questi territori, un tempo tutti di lord Shawney, il volere del lord stesso.
Questo dovrebbe rendervi chiaro che non è lo staff a dover creare le leggi, ma ogni lord impone le sue. Ovvio che se ha un dubbio prima di farlo puó chiedere ai master se questa in qualche modo viola le leggi del Re, ma esse sono, salvo alcune cose di grosso rilievo (dichiarazioni di guerra, decadenza di lord, annessioni territoriali o eventi di rilievo continentale) nozioni in pugno ai maestri con anello "governo" e al maestro della legge ad approdo del re.
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Questo dovrebbe rendervi chiaro che non è lo staff a dover creare le leggi, ma ogni lord impone le sue. Ovvio che se ha un dubbio prima di farlo puó chiedere ai master se questa in qualche modo viola le leggi del Re, ma esse sono, salvo alcune cose di grosso rilievo (dichiarazioni di guerra, decadenza di lord, annessioni territoriali o eventi di rilievo continentale) nozioni in pugno ai maestri con anello "governo" e al maestro della legge ad approdo del re.<br/>
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I Lord, signori di un territorio, hanno assoluta libertà d'azione ove il Re non abbia imposto una regola, ogni lord crea le sue leggi se e come vuole nel suo territorio.<br/>
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Ogni Lord regnante ha, infatti, potere giuridico assoluto per quel che accade nel suo territorio e la legge ha valore fin dove esso la applica, egli è giudice, giuria e boia. È, però, dovere di un Lord mantenere la pace in nome del suo signore e, in definitiva, nel nome del Re.<br/>
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Essi di solito e secondo buona norma concedono il loro tempo , o predispongono ed incaricano persone fidate che se ne occupino, a chi ha "questioni di legge" da fargli decidere, ascoltando le petizioni e infliggendo giustizia e punizioni ove necessario, dopo aver ascoltato motivazioni e testimonianze; le parole dei testimoni assumono diverso peso e valore a seconda del livello gerarchico di colui che le pronuncia.<br/>
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Se un Lord è impossibilitato a stabilire una condanna, spetta al Lord della maggiore Casa dell’area del dominio, ed eventualmente al Re come autorità finale, emettere la sentenza. Nel caso in cui il giudice sia anche l’accusatore, cioè un Lord accusa un suo vassallo, colui che muove l’accusa sarà anche colui che presiederà il giudizio, perché a lui spetta la competenza sullo stesso.<br/>
  
 
Per quanto riguarda i processi, vero nodo della discussione, quando si è ospiti di un lord è quel lord giudice, giuria e boia: nel mondo martiniano è già accaduto, vedi Lysa Arryn che impone ad un erede Lannister un trial-by-combat. Di solito il cognome del lord è una difesa utile in base alla grandezza di quel cognome, ma non solo, conta anche l'importanza di quel soggetto nella sua casata: per capirsi, Lysa Tully non si sarebbe comportata allo stesso modo nei confronti di Jayme o Tywin Lannister, mentre Tyrion, in quel momento molto meno rilevante, era suscettibile del capriccio della lady protettrice; se si fosse parlato di Lancel, la sua testa penzolerebbe ancora dai bastioni del castello senza che nessuno avesse molto da dire.
 
Per quanto riguarda i processi, vero nodo della discussione, quando si è ospiti di un lord è quel lord giudice, giuria e boia: nel mondo martiniano è già accaduto, vedi Lysa Arryn che impone ad un erede Lannister un trial-by-combat. Di solito il cognome del lord è una difesa utile in base alla grandezza di quel cognome, ma non solo, conta anche l'importanza di quel soggetto nella sua casata: per capirsi, Lysa Tully non si sarebbe comportata allo stesso modo nei confronti di Jayme o Tywin Lannister, mentre Tyrion, in quel momento molto meno rilevante, era suscettibile del capriccio della lady protettrice; se si fosse parlato di Lancel, la sua testa penzolerebbe ancora dai bastioni del castello senza che nessuno avesse molto da dire.
 
Resta buona norma tra lord processare o essere processati da pari grado: lord minori con lord minori, lord maggiori con lord maggiori, protettori con protettori e Re su tutti.
 
Resta buona norma tra lord processare o essere processati da pari grado: lord minori con lord minori, lord maggiori con lord maggiori, protettori con protettori e Re su tutti.
  
Per quanto riguarda un eventuale appello, non sta scritto da nessuna parte esista: sempre con l'esempio Lysa Tully, se Tyrion avesse perso sarebbe morto. Per la legge del Re Tywin non avrebbe potuto rivalersi scendendo in guerra senza essere lui a violare la pace, ma di certo avrebbe reso i rapporti tra la valle e l'Ovest difficilissimi, con ritorsioni di ogni genere.
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Per quanto riguarda un eventuale appello, non sta scritto da nessuna parte esista: sempre con l'esempio Lysa Tully, se Tyrion avesse perso sarebbe morto. Per la legge del Re, Tywin non avrebbe potuto rivalersi scendendo in guerra senza essere lui a violare la pace, ma di certo avrebbe reso i rapporti tra la valle e l'Ovest difficilissimi, con ritorsioni di ogni genere.
  
Al volere di un lord non esiste possibilità di appello, teoricamente: il trial by combat ed il trial of seven sono due possibilità di appello "divine" al giudizio arbitrario del lord, è possibile come estremo rimettersi alla volontà del re, ma va usata con ponderazione sia nel chiederla che nel concederla (ebbene si, non è un obbligo per un lord accettare di rimettersi al re, ovviamente considerando le conseguenze se poi la propria azione lede la volontà del re).
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Al volere di un lord non esiste possibilità di appello, teoricamente: il trial by combat ed il trial of seven sono due possibilità di appello "divine" al giudizio arbitrario del lord, è possibile come estremo rimettersi alla volontà del re, ma va usata con ponderazione sia nel chiederla che nel concederla (ebbene si, non è un obbligo per un lord accettare di rimettersi al re, ovviamente considerando le conseguenze se poi la propria azione lede la volontà del re).<br/>
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Chi vinca un trial by combat è realmente considerato dalla religione e dalla legge innocente per volere divino e allo stesso modo. Le donne non possono combattere, ma designare chi combatta per loro, solo un cavaliere della Guardia Reale può sostenere una regina in un processo in battaglia se è accusata di tradimento. Il Re può perdonare qualsiasi crimine e persino i traditori, a patto che compiano nuovamente atto di sottomissione.
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Per chi viene riconosciuto colpevole, invece, esistono pene usuali, ma non di ovvia applicazione.<br/>
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-"Prendere il nero", cioè unirsi ai Guardiani della Notte, è un'alternativa alla punizione criminale disponibile per chiunque. Prendendo il nero, i crimini di uno sono perdonati e la persona è esiliato fina al muro recidendo tutti i precedenti legami. Alle donne non è permesso prendere il nero.<br/>
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-La maggior parte dei torti minori può essere espiata dal pagamento di una multa.<br/>
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-La punizione per tradimento è la morte (le esecuzioni sono di solito eseguite da impiccagione o decapitazione).<br/>
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-La punizione per i bracconieri è la perdita di una mano, mentre per i ladri quella di un dito.<br/>
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-La punizione per lo stupro è la castrazione.<br/>
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-Per crimini più gravi viene usata la "gabbia di corvo", in cui la vittima viene imprigionata senza cibo o acqua fino alla morte. Il suo nome deriva dai corvi che spesso finiscono per banchettare sulla carne del criminale.<br/>
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-La fustigazione è la punizione comune per i membri delle classi sociali inferiori, la cui gravità è determinata dal numero di colpi.<br/>
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Il Lord regnante avrà sempre libertà di decidere la punizione a seconda della gravità della trasgressione.<br/>
 
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Quindi, sotto con le vostre leggi! Fatele redigere ai vostri maestri, ma renderle manifeste non è un obbligo, è vostra libertà di gioco farlo; se lo fate non scordate di coordinarvi con lo staff, è da queste cose che nasce il Gioco!
 
Quindi, sotto con le vostre leggi! Fatele redigere ai vostri maestri, ma renderle manifeste non è un obbligo, è vostra libertà di gioco farlo; se lo fate non scordate di coordinarvi con lo staff, è da queste cose che nasce il Gioco!
  
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==Leggi locali==
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Nella descrizione di ogni territorio sono riportate le leggi particolari in vigore in essi.<br/>
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[[Lord delle Terre dei Fiumi|Elenco dei territori in gioco]].<br/>
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[[Luoghi famosi|Altri territori dei Fiumi]].
  
 
==Argomenti correlati==
 
==Argomenti correlati==
 
*[[Famiglia Reale, Concilio Ristretto e Protettori dei Sette Regni]]
 
*[[Famiglia Reale, Concilio Ristretto e Protettori dei Sette Regni]]
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*[[Lord delle Terre dei Fiumi]]
 
*[[Titoli nobiliari]]
 
*[[Titoli nobiliari]]
 
*[[Titoli onorifici]]
 
*[[Titoli onorifici]]
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[[Category:Ambientazione]]

Versione attuale delle 23:02, 19 dic 2018

Come ben evidenziato in questo link, nonostante nel mondo martiniano si possa supporre l'esistenza di un corpus legislativo dato dall'esistenza di un Maestro della Legge, essa è per la maggior parte basata su leggi locali e sulla saggezza dei governanti.

Il sistema di governo Martiniano che abbiamo trasferito in Fuoco Nero è una rivisitazione della situazione inglese prima della Magna Charta: una serie di feudi, vassalli di un re, e sotto cui possono esserci altri nobili minori vassallati e cavalieri con terre. In questo sistema politico non esiste una legge unica per tutti i nobili, contrariamente alla tradizione a cui siamo abituati noi "latini" (a Roma il diritto lo hanno inventato ancor prima delle cloache).

Punto numero uno: i popolani non hanno diritti che il loro lord espressamente non gli conceda. Il lord ha realmente potere temporale sul suo dominio e sui suoi abitanti; nel sistema di governo presente in gioco, la legge esiste nella misura in cui un lord la impone: per capirsi, ognuno a casa sua fa la legge che preferisce.
Come si evita di finire nell'anarchia? Le uniche regole fondamentali per tutti sono l'ospitalità, la legge dei Sette e la Legge del Re.

La regola dell'ospitalità

Per essere tutelati dal lord che vi accoglie in casa sua, vi deve offrire il pane ed il sale. In questo modo lui si prende un impegno formale di tutela della vostra persona e l'ospitato si impegna a rispettare il volere del lord padrone di casa.

La legge dei Sette

E' il rispetto della religione di stato, voluto dal Re in persona. Come nell'alto medioevo e in molti fantasy, la religione non è un pensiero critico ed opzionale come la viviamo noi, bensì invocare un duello cerimoniale perchè gli Dei manifestino il loro volere è inteso proprio in questo senso: chi vinca un trial-by-combat (che è diverso da un trial-of-seven) è realmente considerato dalla religione e dalla legge innocente per volere divino. Allo stesso modo, un matrimonio ufficializzato e considerato giusto dalla religione è inscindibile e difeso dai lord e dal Re.

La Legge del Re

Il re si comporta esattamente come il lord di un territorio, decidendo arbitrariamente cosa preferisce sia giusto o sbagliato. L'unica differenza è che le decisioni del Re valgono su tutto il regno e sovrastano le "autonomie locali" dei lord, che invece hanno assoluta libertà d'azione ove il re non abbia imposto una regola.

Quindi come si crea la legge? I lord di solito concedono il loro tempo a chi ha "questioni di legge" da fargli decidere, e i lord danno il loro giudizio insindacabile (esempio è quello che fa la mano del re Eddard Stark al posto del pigro re Robert); i Maestri redigono le decisioni del lord, in modo che chi ha chiesto la regola possa col foglio reale difendersi, ma queste non sono scolpite nella pietra: un lord può sempre cambiare idea...

La Legge in gioco

Veniamo ora ai nostri cari territori: questi territori sono stati affidati ai lord in gioco perchè essi vengano pacificati, quindi l'unica regola che il re ha imposto ai lord è la pace del re (cioè che nessun esercito in arme causi offesa ai sudditi del re, quali essi siano, nobili o popolani). Il precedente corpus legislativo era, per questi territori, un tempo tutti di lord Shawney, il volere del lord stesso. Questo dovrebbe rendervi chiaro che non è lo staff a dover creare le leggi, ma ogni lord impone le sue. Ovvio che se ha un dubbio prima di farlo puó chiedere ai master se questa in qualche modo viola le leggi del Re, ma esse sono, salvo alcune cose di grosso rilievo (dichiarazioni di guerra, decadenza di lord, annessioni territoriali o eventi di rilievo continentale) nozioni in pugno ai maestri con anello "governo" e al maestro della legge ad approdo del re.

I Lord, signori di un territorio, hanno assoluta libertà d'azione ove il Re non abbia imposto una regola, ogni lord crea le sue leggi se e come vuole nel suo territorio.
Ogni Lord regnante ha, infatti, potere giuridico assoluto per quel che accade nel suo territorio e la legge ha valore fin dove esso la applica, egli è giudice, giuria e boia. È, però, dovere di un Lord mantenere la pace in nome del suo signore e, in definitiva, nel nome del Re.
Essi di solito e secondo buona norma concedono il loro tempo , o predispongono ed incaricano persone fidate che se ne occupino, a chi ha "questioni di legge" da fargli decidere, ascoltando le petizioni e infliggendo giustizia e punizioni ove necessario, dopo aver ascoltato motivazioni e testimonianze; le parole dei testimoni assumono diverso peso e valore a seconda del livello gerarchico di colui che le pronuncia.
Se un Lord è impossibilitato a stabilire una condanna, spetta al Lord della maggiore Casa dell’area del dominio, ed eventualmente al Re come autorità finale, emettere la sentenza. Nel caso in cui il giudice sia anche l’accusatore, cioè un Lord accusa un suo vassallo, colui che muove l’accusa sarà anche colui che presiederà il giudizio, perché a lui spetta la competenza sullo stesso.

Per quanto riguarda i processi, vero nodo della discussione, quando si è ospiti di un lord è quel lord giudice, giuria e boia: nel mondo martiniano è già accaduto, vedi Lysa Arryn che impone ad un erede Lannister un trial-by-combat. Di solito il cognome del lord è una difesa utile in base alla grandezza di quel cognome, ma non solo, conta anche l'importanza di quel soggetto nella sua casata: per capirsi, Lysa Tully non si sarebbe comportata allo stesso modo nei confronti di Jayme o Tywin Lannister, mentre Tyrion, in quel momento molto meno rilevante, era suscettibile del capriccio della lady protettrice; se si fosse parlato di Lancel, la sua testa penzolerebbe ancora dai bastioni del castello senza che nessuno avesse molto da dire. Resta buona norma tra lord processare o essere processati da pari grado: lord minori con lord minori, lord maggiori con lord maggiori, protettori con protettori e Re su tutti.

Per quanto riguarda un eventuale appello, non sta scritto da nessuna parte esista: sempre con l'esempio Lysa Tully, se Tyrion avesse perso sarebbe morto. Per la legge del Re, Tywin non avrebbe potuto rivalersi scendendo in guerra senza essere lui a violare la pace, ma di certo avrebbe reso i rapporti tra la valle e l'Ovest difficilissimi, con ritorsioni di ogni genere.

Al volere di un lord non esiste possibilità di appello, teoricamente: il trial by combat ed il trial of seven sono due possibilità di appello "divine" al giudizio arbitrario del lord, è possibile come estremo rimettersi alla volontà del re, ma va usata con ponderazione sia nel chiederla che nel concederla (ebbene si, non è un obbligo per un lord accettare di rimettersi al re, ovviamente considerando le conseguenze se poi la propria azione lede la volontà del re).
Chi vinca un trial by combat è realmente considerato dalla religione e dalla legge innocente per volere divino e allo stesso modo. Le donne non possono combattere, ma designare chi combatta per loro, solo un cavaliere della Guardia Reale può sostenere una regina in un processo in battaglia se è accusata di tradimento. Il Re può perdonare qualsiasi crimine e persino i traditori, a patto che compiano nuovamente atto di sottomissione.
Per chi viene riconosciuto colpevole, invece, esistono pene usuali, ma non di ovvia applicazione.
-"Prendere il nero", cioè unirsi ai Guardiani della Notte, è un'alternativa alla punizione criminale disponibile per chiunque. Prendendo il nero, i crimini di uno sono perdonati e la persona è esiliato fina al muro recidendo tutti i precedenti legami. Alle donne non è permesso prendere il nero.
-La maggior parte dei torti minori può essere espiata dal pagamento di una multa.
-La punizione per tradimento è la morte (le esecuzioni sono di solito eseguite da impiccagione o decapitazione).
-La punizione per i bracconieri è la perdita di una mano, mentre per i ladri quella di un dito.
-La punizione per lo stupro è la castrazione.
-Per crimini più gravi viene usata la "gabbia di corvo", in cui la vittima viene imprigionata senza cibo o acqua fino alla morte. Il suo nome deriva dai corvi che spesso finiscono per banchettare sulla carne del criminale.
-La fustigazione è la punizione comune per i membri delle classi sociali inferiori, la cui gravità è determinata dal numero di colpi.
Il Lord regnante avrà sempre libertà di decidere la punizione a seconda della gravità della trasgressione.


Quindi, sotto con le vostre leggi! Fatele redigere ai vostri maestri, ma renderle manifeste non è un obbligo, è vostra libertà di gioco farlo; se lo fate non scordate di coordinarvi con lo staff, è da queste cose che nasce il Gioco!

Leggi locali

Nella descrizione di ogni territorio sono riportate le leggi particolari in vigore in essi.
Elenco dei territori in gioco.
Altri territori dei Fiumi.

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